Pierluigi Billone
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Note (2001-2003)

Pierluigi Billone


1

L’ignoto più prossimo che ci riguarda.


2

...oltrepassa la *misura giusta,
senza che questo di più / oltre / altro
comporti un salto qualitativo di conoscenza.
Indifferenza rivelatrice.


3

Collocati e centrati.
Radicati.


4

Contatto mancato.

(accompagnato puntualmente da una brodaglia verbale)

5

Si fa presente come misura, ritmo, respiro,
in una connessione talmente stretta
da non sopportare alcuna definizione.


6

Svincolandosi dalla rigidità
del proprio nome-funzione.


7

Schiusa aprente-incontrante spazi.

(invece dei luoghi comuni della costruzione).

8

...attenzione avviata da un’emozione ma
-senza più oggetto
-ancora senza oggetto


9

La sua ccasione è
qualsiasi cosa in qualsiasi momento,
di volta in volta unica.


10

La possibilità di sottrarsi
alla scrittura
come pratica inevitabile del *Musicale.


11

*Punti di sgorgo,
con le loro periferie e sfondi opachi.


12

Ma perché già deciso?
E come ?


13

Principio evidente,
ma impensabile.


14

La questione non è cominciare e proseguire,
ma *nascere alla musica.


15

Pensiero.
Sensibilità motoria.
Materia.
Tecnica
Orientamento culturale.
Gioco di valori.
Circostante.
Tradizione.
Isolamento-prossimità ad altre culture.
Grado di sensibilità all’estraneo.


16

Urgenza e interezza.
Quello,
in luce del tutto


17

Concomitanza.
Circostanzialità.


18

...e con esso
tutto il suo particolare e inesauribile
*sfondo escluso.


20

Le vibrazioni ⋇
si rivelano solo al corpo che ne assimila il ritmo e ne impara la legge.
Scrittura prima, inaccessibile a una mano incapace.
Conoscenza per contatto.     * Conascenza.

Ne è segno la misura con cui si aprono,
il vuoto in cui queste vibrazioni si stagliano,
la compiutezza elementare di ogni gesto,
il contatto inimmaginabile con il loro complementare,
la collocazione in rapporti impensabili.

Diversamente: scimmiottamento.
Un fare goffo, che arraffa inconsapevolmente,
perdendosi in un segno estraneo,
incompreso,
storpiato da una scrittura maldestra e inefficace.


20

...genera la credenza diffusa
che non ci sia più niente da scoprire.


21

...da sempre
infissa in una *semplicità inestricabile.
Sapere conviverci.


22

...oppure li usa in qualche modo,
incasellandoli dove capita,
solo per una generica e occasionale fascinazione.
Ottusità.


23

La disciplina creativa
nella esplorazione e nella crescita del lavoro.


24

Ostacola il mutamento al suo interno,
l'apertura e la comprensione verso l'estraneo.
Inerzia.


25

Punti sensibili,
dove l'intero *gioco si cristallizza
e si rivela.


26

...che istituisce una propria concezione del suono,
e con essa un ascoltatore di tipo nuovo,
che consisterebbe in un paio di orecchie isolate dal corpo,
sorta di meccanismi sospesi nel vuoto.
Imbecilli.


27

...uno spazio musicale ignoto,
luogo di scoperta,
rituale e in comunione.


28

Nesso disattendente.


29

Non è stata riconosciuta innanzitutto la misura giusta,
quella che impone al gioco il senso vitale.


30

...lo spostamento in solido di tutta la stratificazione,
della rete di nessi che la innerva,
del taglio che include-esclude.


31

... irrigidito
nel cerchio chiuso di un rapporto fra segni.
Imbalsamato.


32

Farsi *foglio-matita.


33

...quando una concezione
cerca di avvicinare e assimilare
ciò che le è fondamentalmente estraneo.


34

Un residuo tardivo.


35

...indizio che
dallo sfondo escluso
qualcosa è penetrato nella periferia.


36

...perché non è ancora maturata come domanda.


37

Invece:
uno gesto elementare di comprensione,
che resti completamente aperto.


38

La tecnica strumentale tradizionale resta e può restare
immutata e indifferente perché definitivamente compiuta,
ma solo finché opera nel suo ambito.


39

Inessenziale rispetto al centro,
e non in grado di influenzarlo.


40

E' necessario riportare l’attenzione
lì,
dove tutto è già definitivamente familiare e ovvio.


41

Presenza.
Rivelazione.
Appartenenza-Riconoscimento.
Necessità.
Comunione.


42

...in questo caso ogni contatto
è potenzialmente l'apertura di una spazio.
E' qui il senso elevato dell ́esplorazione strumentale (-mentale).


43

La capacità di raccogliere,
concentrare
e irraggiare da quel punto.


44

Rete di nessi.
Operante,
ma diventata inavvertibile.


45

...la *nudità di questa connessione.


46

Custodia silenziosa.


47

...e ́una esperienza con un ́origine,
un corso di evoluzione,
un raggio di diffusione e un arco di irrigidimento definiti,
al punto che si potrebbe quasi abbozzare
un ́archeologia del contatto,
delle tecniche e delle loro rappresentazioni,
e le vibrazioni loro corrispondenti.


48

...invece di oltrepassare inavvertitamente
questo incontro.
Noncuranza.


49

...ridotto ad artigianato consumato,
che mette in gioco solo
rapporti ricalcati dal già noto.


50

...ciò che viene riconosciuto come *centro,
quale che sia.


51

Sciogliere il nodo
del già noto per sempre.


52

...ne ascolta le linee di forza,
e agisce per svelarle
o mutarne l'equilibrio.


53

Accogliere questo richiamo
e fargli spazio.

54

...non va oltre la soglia del porre insieme.
Impoetico.
Sterile.


55

La capacità di concentrare l’esplorato
e il *portato ignoto dell’esplorato.


56

Sbocco irripetibile.